© 2019 Pallacanestro Mirano p.iva 02073570273 - Privacy Policy

La nostra STORIA

16 Settembre 1970

Il 16 settembre 1970 nasce la "A.S. PALLACANESTRO MIRANO" - Già negli anni precedenti si erano formati gruppetti di ragazzini e ragazzine, interessati a questo bel gioco e appunto il 16 settembre 1970, un gruppo di miranesi, consci dell'importanza di diffondere fra i giovani anche lo sport della pallacanestro, fondava ufficialmente l' "A.S. Pallacanestro Mirano", associazione sportiva affiliata alla F.I.P., per "coltivare e propagandare lo sport della pallacanestro senza scopo di lucro".

Non è possibile ricordare tutte le persone, miranesi e non, che hanno contribuito con generosità e passione, nei diversi ruoli di amministratori, dirigenti, allenatori e, soprattutto di giocatori, allo sviluppo di un ambiente sano, con una morale e un'etica sportiva encomiabili, meritando la stima della Federazione e di tutto l'ambiente cestistico.

Trent'anni sono molti per chi conosce la vita di un'associazione; sa bene cosa significa dare continuità ad un'attività fondata esclusivamente sull'azione volontaria di gruppi di appassionati (che nel tempo si avvicendano e che spesso debbono rinunciare ad aspirazioni personali e subordinare esigenze familiari), che si pongono a disposizione dei giovani che desiderano realizzarsi con serietà ed impegno in uno sport, impiegando bene il loro tempo libero. Dare continuità tenendo duro nei momenti difficili, nelle inevitabili crisi. Vivere quotidianamente fra le diversità dei caratteri, delle esigenze collettive e personali, incoraggiare gli sfiduciati, dare scopo ai demotivati: una associazione sportiva è palestra di vita e contemporaneamente un'azienda da mandare avanti con oculatezza e saggezza. Si sono affrontati e si affrontano sacrifici e difficoltà nella consapevolezza di contribuire, attraverso l'attività sportiva agonistica o amatoriale, in collaborazione con le famiglie degli atleti e alle altre organizzazioni sportive e sociali, alla formazione fisica e morale nella nostra gioventù.

Siamo una delle migliaia di associazioni sportive e culturali che agiscono nel nostro Paese e che si pongono a disposizione dei giovani; a questi e alle loro famiglie la scelta e l'intelligenza di bene utilizzarle e sostenerle. Sino dai primi anni l'Associazione raggiungeva ottimi risultati, specialmente nel settore femminile, superato in seguito da quello maschile. Anni esaltanti quelli della compagine femminile militante in "1 Divisione" e poi in "Promozione" nell'anno 81/82. Dopo tre anni di soddisfazioni agonistiche, la squadra veniva promossa in "Serie D" nazionale, rimanendo sempre prima in classifica con 22 vittorie su 22 partite e concludendo il campionato con 8 punti di distacco dallo "Jesolo", formazione di tutto rispetto. In Serie D rimaneva due anni, terminando l'impegnativo campionato anno 86/87 con l'ambita promozione in "Serie C nazionale": merito dei giocatori, dell'allenatore e dei dirigenti. E' stata una grande realizzazione sportiva di tutta Mirano! Attorno a questa trainante formazione nazionale erano molto attive diverse squadre giovanili (Cadetti/te, Allievi/ve, Ragazzi/ze, Propaganda Maschile, ecc.). Queste erano e sono l'ossatura intermedia dell'Associazione e su di esse venivano e vengono riposte molte speranze.

1/1

Ma ciò che è oggetto di particolare interesse e cura è il "CENTRO MINIBASKET MIRANO", gestito dall'Associazione sino dalla sua fondazione, vera e propria scuola di avviamento allo sport e alla pallacanestro in particolare. Qui i bambini dai 6 agli 11 anni acquisiscono le basi del gioco e nel contempo si formano psichicamente e fisicamente, socializzando tra loro e responsabilizzandosi. Ogni anno i giovanissimi iscritti raggiungono e superano il centinaio, educati da un gruppo di istruttori abilitati, che con passione e capacità concludono il faticoso anno, partecipando con diverse squadre agli entusiasmanti Trofei conclusivi. Complessivamente gli atleti iscritti si aggirano fra i 250 e i 300 e anche più. L'Associazione, dal punto di vista finanziario, si regge sulle quote sociali e su un nutrito stuolo di sponsor, di cui il principale è Dal Ben Abbigliamento, che con la loro generosità e solidarietà permettono di chiudere i bilanci senza grosse passività. Ci permettiamo affermare, specie per chi ne sa qualcosa di organizzazione sportiva, quale mole di lavoro comporti un simile impegno. Il nostro pensiero ritorna a tutti coloro che hanno dato in trent'anni un fattivo e generoso contributo alla vita del nostro benemerito Sodalizio sportivo e a quelli che danno ora con generosa dedizione la loro appassionata opera.

Intervista ai fondatori della A.S.D. Pallacanestro Mirano
Laura Masaro, Giorgio Gregio, Alberto Mainardi

Domanda: sig Gregio, signora Masaro ,ma come nasce una Società sportiva:
Gregio: E’ nata naturalmente qui a Mirano nel 1969 con due amici, la signora Sacchi Masaro e Alberto Mainardi. Masaro: La Pallacanestro Mirano è sorta come un gruppo di amici che decisero di far praticare alle loro figlie uno sport che io ho praticato da giovane a scuola. Qui a Mirano per le ragazze non c’erano tante attività sportive per le ragazze. C’era il tennis, ma era uno sport individuale. Signora Masaro, l’esigenza è nata per far giocare le figlie oppure per fare sport?
No, sport, perché era uno sport che piaceva, ma non c’era nessuna base, quindi ci preoccupammo di trovare l’allenatore, il Sig. Mainardi, che si è dato tanto da fare. Non c’erano risorse economiche, c’era soltanto un piccolo contributo del Comune.

 

Sig. Mainardi, la Sig.ra Masaro ha detto che avete cominciato perché avevate intenzione di far fare alle vostre figlie uno sport di squadra che a Mirano non c’era. 
Io sono arrivato qui, è stata fondata la società ed iniziato l’attività. Siamo stati fortunati sotto certi aspetti perché il terreno era vergine. Noi abbiamo cominciato con il femminile per caso, perché sin dai primi allenamenti, siamo riusciti a trovare un bel gruppetto di ragazzine, molto giovani e secondo me anche abbastanza sveglie e predisposte per questa attività, e vi abbiamo insistito. Parliamo di ragazze nate negli anni dal 1957 al 1960. Dopo i primi approcci, nel giro di un paio di anni siamo diventati una delle squadre più temute a livello regionale. A quei tempi il Pagnossin Treviso non riusciva mai a vincere una partita con noi, con Schio ci alternavamo ma alla fine prevalevamo sempre noi. Abbiamo vinto parecchi campionati provinciali e anche qualche titolo regionale con questo gruppo di ragazze. E si ricorda la Prima squadra femminile?
Certo: Gabriella Zara ;Caterina Tonolo; Marta Tonolo; Francesca Masaro; Silvia Masaro; Annalisa Bertoldo;

Maria Gregio; Carla Vinello; Michela Dal Bianco; Paola Dal Bianco; Paola Bortoletti; Michela Girardi; Mara Favorido;Adriana Montaguti; poi c’erano Costantini ed un’altra Tonolo delle quali però non ricordo il nome (la Tonolo di cui si parla è Valeria Farinati figlia del primo Presidente della Pallacanestro Mirano). Sig Gregio, ma oltre il Mirano, c’erano già altre società in giro?


A Spinea c’era già qualcosa, probabilmente qualche concorrente per il sig. Mainardi che poi è diventato il nostro allenatore. 
Scusi Sig Gregio, quindi il primo allenatore della Pallacanestro Mirano è stato Alberto Mainardi?
Si, il primo allenatore è stato Alberto Mainardi che ancora oggi ha un incarico in Federazione. Per quanto riguarda la Federazione Pallacanestro della provincia di Venezia posso dire che allora lo sport era concentrato a Venezia. I Veneziani pensavano di essere soli al mondo con la pallacanestro e non si preoccupavano molto di cercare di allargare il bacino di utenza. Diciamo che al sud e all’ovest della provincia non c’era niente. Le uniche erano Spinea e Mirano. Martellago, Noale, Dolo non esistevano. C’è stato anche un importante apporto da parte dei genitori, però legato alla carriera sportiva dei ragazzi.

Intervista con Paolo Squizzato

Giocatore, Allenatore, Presidente... Cuoco!

Paolo, come mai sei entrato a Mirano?
Io sono arrivato a Mirano nel 1977. Come giocatore non ricordo se in Promozione o in 1^ Divisione.

 

Quando sei arrivato qui che genere di ambiente hai trovato?
Non ho memoria della società, io venivo per giocare, ma ricordo che c’erano due squadre, una squadra giovanile e una prima squadra. Per il femminile mi sembra che quando arrivai io avevano già smesso. Era rimasta la squadra maschile, prima c’erano state anche delle squadre giovanili anche piuttosto forti come minibasket, propaganda, allievi (anni 61-62-63).
Le partite di campionato si giocavano sul campo esterno della Mazzini o della Dante. Gli allenamenti invece si facevano o nella palestra Dante, oppure al la palestra Ponti.
Ad un certo punto quindi Andrea Greco, nostro ex allenatore si è portato via tutti. Purtroppo in quel momento la società era ancora debole (non aveva programmi, non aveva spazi, tutto era un po’ approssimativo). Noi tutti fummo molto dispiaciuti. Io mi ero offerto di riorganizzare un po’ la cosa, visto che avevo 21 anni e già un po’ di esperienza. Avevo infatti alle spalle, tutti i campionati giovanili a Spinea, e avevo vissuto l’organizzazione di quella società. Ebbi l’occasione di rientrare a Mirano come giocatore e ho fatto il campionato di Promozione dando il mio modesto contributo.

 

Tutto è rinato poi dal sig. Gregio assieme ai vari consiglieri rimasti, ricordo tra gli altri Vio. Paolo, come è stato vissuto qui a Mirano il momento in cui Greco se ne è andato? 
Non ha avuto più di tante ripercussioni. Era rimasto questo gruppo di giocatori, che volevano continuare a giocare a Mirano e allora la società è andata in cerca di un nuovo allenatore. Trovammo Massimo Zampieri, che aveva un passato di giocatore in Serie A. Massimo, che abitava a Mirano, aveva preso contatti con altri ex giocatori del Marano che vennero a giocare qui. Con queste persone e con altri ragazzi raccolti in giro era stata messa in piedi la squadra e io sono tornato in palestra per giocare. Al primo allenamento, ad un certo momento, sono andato vicino al coach e gli ho detto: ”Facciamo una cosa: tu giochi ed io alleno.” Avevo capito che io non ero capace a giocare mentre lui si; che io avevo voglia di allenare e lui non ne era capace. Lui accettò.

 

Cominciai a costruire questa squadra, chiamai qualche ragazzino al quale avevo insegnato a giocare anni prima e che avevano ancora voglia di giocare. Abbiamo costruito questa squadra che ha fatto il campionato di 1^ divisione. Il primo anno siamo arrivati quasi in finale, il secondo anno abbiamo fatto i play-off per andare in Promozione.
Ovviamente a fianco di questa attività di allenatore è cominciata anche l’attività di dirigente. Siccome la squadra aveva bisogno di tutto ho cominciato ad interessarmi per trovare quello di cui avevamo bisogno. Non avevamo fondi, di conseguenza le tute e le maglie ce le siamo pagate noi giocatori. Per cercare di spendere il meno possibile sono andato da un parente e ho trovato un avanzo di magazzino per pochi soldi. 
Pian piano abbiamo messo in piedi questa attività e si giocava fuori al campo della Dante. 
Io arrivavo da casa mia con il furgone con dentro un vecchio tavolo da cucina, 4-5 sedie, un vecchio segnapunti in legno. Allora il Sig. Gregio aveva fatto fare dal falegname quattro panchine per le squadre. Con il furgone la mattina si arrivava li, si metteva fuori il tavolo e tutto il resto e si faceva la partita. Quando c’era brutto tempo o umidità per poter fare il referto all’asciutto ci si sedeva nel furgone con le porte aperte e lì lo si faceva all’asciutto.

 

L’anno successivo poi, visto che c’erano alcuni ragazzi giovani,abbiamo cominciato a raccogliere questi giovanotti e abbiamo messo in piedi la squadra Juniores. L’anno successivo ancora, sempre raccogliendo in giro chi aveva voglia di giocare a pallacanestro abbiamo aggiunto alla squadra Juniores anche la squadra Allievi (e qui cominciarono ad allenare, per passione, anche Lele Callegari e Maurizio Sorato). Pian piano così è cominciata tutta l’attività. 
Nel 1980 due ragazzi che allora giocavano in prima squadra (assieme a Boato, Rosetti, Mario Parioli, Stefano Boschin) si misero a raccogliere anche qualche bambino in giro (erano i nati nel 1967-1968-1969) e mettemmo su anche il gruppo Minibasket. Facevamo il tutto con molto orgoglio, anche se con risultati allora “disastrosi” ma ugualmente con grande dignità. Pian piano a tutto questo hanno iniziato ad aggiungersi gli sponsor, si è aggiunta qualche persona che aveva voglia di aiutare e collaborare, qualche genitore, ai quali poi si è aggiunta una persona che è stata determinante poi per tutto il livello organizzativo della Pallacanestro Mirano, la Signora Ida Boccardo

 

Ad un certo punto sono reso conto che sia per le mie capacità limitate, sia per la poca disponibilità di tempo, non potevo neanche più allenare. A quel punto quindi abbiamo cercato un allenatore che potesse portare avanti l’aspetto tecnico. Conoscevo Stefano Brunelli perché avevamo giocato assieme a Spinea.
Mi sono ispirato, come modello di società, al Basket Gazzera e ho cercato di imitarla. Sono stati fatti i primi Consigli Direttivi, ovviamente con la grande fortuna di trovare dei dirigenti disponibili e soprattutto aperti ad ascoltare le mie proposte, e da qui è arrivato questo nuovo allenatore. L’anno successivo siamo stati ammessi al campionato di Promozione. Abbiamo fatto il primo anno di “assestamento”, il secondo anno con l’arrivo di Piero Carraro, di Michele Beato e di altri giocatori ex Spinea abbiamo vinto il campionato di Promozione (ricordo ancora che abbiamo vinto 22 partite su 22 giocate) e siamo stati promossi in serie D.
La società ha continuato a crescere e successivamente si è inserito nel settore MiniBasket anche il fratello di Stefano, Andrea, e da lì, un po’ alla volta la società è cresciuta giorno dopo giorno. Abbiamo fatto due anni di serie D, dopodiché siamo riusciti a vincere il campionato ed a salire in serie C. Abbiamo così fatto la serie C. La fortuna purtroppo non ci è stata amica, perché abbiamo perso 7-8 partite per un punto e siamo retrocessi.

 

Nel 1997 poi c’è stato un grande cambiamento, sia di giocatori, allenatore ed a livello societario.
Sono cambiati gli allenatori, è stato individuato un nuovo responsabile del Minibasket, che prima fu Francesco Rocco, poi arrivò Christian Simionato, poi Manuel Dal Corso, che prima aveva iniziato a fare l’istruttore e poi si è inserito a livello organizzativo.
Con questo cambiamento tanto atteso, c’è stato chi si è rimboccato le maniche e si è messo a lavorare come Federico Polo, e chi invece si è impaurito e si è tirato indietro. Io tenni il mio incarico dal punto di vista dirigenziale ma non volli tornare in campo. E il femminile?
Il femminile è nato anch’esso con una squadra di ragazzine del 1964-1965.
La Pallacanestro Mirano è nata con la squadra femminile, poi il movimento si era fermato salvo poi riprendere con un gruppo di Allieve-Cadette. Abbiamo fatto questa squadra, e pian piano le ragazze sono cresciute, qualcuna non ha più trovato posto per giocare nelle giovanili così abbiamo costruito la squadra di Promozione allenata da Renzo Boato per qualche anno. All’arrivo di Federico Polo ci si è dati un organizzazione diversa, ha cominciato a chiamare gente da tutte le parti e siamo saliti in serie C. Con i buoni risultati e con interventi ed iniziative varie nelle scuole, si è rimpolpato il movimento fino a giungere ai numeri di oggi giorno. In tutti questi anni devo dire che la società ha sempre tentato di avere un occhio di riguardo anche per il femminile.
Dalla palestra Leonardo siamo passati all’8 Marzo, poi è venuta la Azzolini, che per noi è stato di vitale importanza.

 

Una cosa ci è sempre mancata: seguire la collaborazione ed il contatto con le altre società. Io ho sempre lavorato tanto cercando di fare del mio meglio, ma l’ho fatto comunque sempre all’interno della società. Mirano, eccezion fatta per questi ultimi anni, è sempre stata un’isola felice, ma pur sempre un’ isola. Con Federico Polo che aveva esperienze, disponibilità, mentalità e conoscenze diverse l’ Associazione ha cominciato ad ampliarsi. Paolo, come vedi la Pallacanestro Mirano dopo 35 anni?
Vedo la Pallacanestro Mirano come un grande motivo di orgoglio perché a tutto quello che c’è adesso un piccolo contributo l’ho dato anche io. Inoltre le persone che ci sono ora gestiscono una struttura che credo faccia invidia a tutti, perlomeno nel nostro circondario. Devo dire anche un’altra cosa: Guai a chi la tocca!

 

Mi conoscete bene, naturalmente se ho una critica o un appunto da fare non lo risparmio a nessuno, che sia presidente, allenatore della prima squadra o chicchessia, sempre nel rispetto dei ruoli, però chi fa delle scelte, ovviamente, le fa a seconda anche di come la sua coscienza permette. E’ sempre facile criticare dopo con il senno di poi, dire “ma se facevano così…”. Un dirigente è sempre chiamato a prendere delle decisioni in momenti specifici, e in quel momento, con quella situazione, ovviamente prende la decisione migliore. Comunque ribadisco: “la Pallacanestro Mirano guai a chi la tocca”. Ovviamente la sento ancora mia, anche se il mio impegno ora è molto modesto.

 

Paolo, Come mai hai deciso, dopo anni di stop di rientrare in palestra?
Credo che qui abbia influito il mio carattere. Io sono una persona che si sente bene con se stesso quando da. Luca Pederzolli l’anno scorso a metà anno era rimasto da solo ed io seguendo da genitore la squadra mi ero accorto che aveva bisogno di un appoggio.

  • Facebook Icona sociale
  • Instagram
  • YouTube Icona sociale