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Mirano, il bilancio dei primi mesi del Centro Minibasket

Il presidente, Stefano Dal Corso: “Puntiamo a trasmettere la passione per questo sport”


Sono stati anni difficili per il Minibasket e per i tanti bambini e bambine che hanno dovuto aspettare e rinviare l’appuntamento con il loro sport preferito. Finalmente la stagione in corso ha riportato un po’ di normalità anche nel nostro giocosport: abbiamo fatto un quadro della situazione con il presidente del Centro Minibasket Mirano, Stefano Dal Corso


Stefano, qual è il bilancio di questi primi mesi?

“Diciamo che tutto il movimento sta vivendo una situazione di sofferenza dopo la pandemia, ma a Mirano siamo in linea con gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Abbiamo iniziato una buona stagione, siamo soddisfatti del lavoro che viene fatto in palestra e dalle risposte che i ragazzi e le ragazze stanno dando: diciamo che si sono create davvero delle belle squadre”

Ripartire dopo la pandemia non è stato semplice…

“A Mirano abbiamo sempre avuto tanti bimbi e bimbe nelle nostre palestre, ora i numeri si sono ristretti, anche se abbiamo potuto festeggiare più di 100 iscritti, che è un dato quasi record considerando la situazione generale. Ma non ci sono stati solo problemi sui partecipanti: quest’anno per la prima volta non siamo riusciti a garantire un doppio istruttore a tutte le squadre. Sia chiaro, è un aspetto che in molte realtà non esiste, ma su cui a Mirano abbiamo sempre puntato. Purtroppo non è facile trovare istruttori preparati, ma lo staff che abbiamo è di altissimo livello e sono assolutamente fiero di ognuno di loro e li ringrazio per quello che fanno.”.

Parlavi di numeri, ma più di 100 iscritti sono un gran traguardo?

“La partecipazione dei ragazzi e delle ragazze è ottima, abbiamo superato i 100 iscritti. Ciò nonostante abbiamo dei gruppi in sofferenza, ma abbiamo pur sempre tutte le annate distinte ed è una cosa che non c’è in tanti Centri Minibasket.”.

Con quale obiettivo guardate al proseguo della stagione?

“Vogliamo puntare al riappassionamento delle persone. Ci interessa soprattutto l’aspetto etico del gioco, ma quello che ricerchiamo è l’inclusione con le famiglie e gli istruttori: facendo squadra possiamo permettere ai bimbi di godersi la bellezza del nostro giocosport. E comunque, chiunque voglia giocare è sempre accolto a braccia aperte qui a Mirano. Vi aspettiamo”.

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