Noi, le mani le utilizziamo per giocare in sicurezza!



Siamo partiti quasi due mesi fa, con l’idea che testimoniare una volontà di rimettere in moto il movimento sportivo, passasse attraverso numerosi sacrifici ma soprattutto di una consapevolezza del buon senso nell’applicare e rispettare i protocolli previsti a garantire a tutte le persone che girano attorno a questo mondo, fatto di volontari, di gente che ogni giorno vuole ritagliarsi uno spazio dai propri impegni personali, per continuare a vivere una passione.

Ripensando all’ultima trasferta ad Imola, e alle successive vicissitudini, purtroppo dobbiamo constatare che non sempre si possono trovare gli stessi interessi in ambiti affini. Arrivare in una palestra per sostenere una partita di campionato (che pur sempre della 4^ categoria nazionale è affrontato da giocatori dilettanti) e conoscere una verità nascosta sulla situazione sanitaria del Team avversario, certo non è un presupposto per rassicurare le persone che poi vanno ad affrontarsi viso a viso (conoscendo che le caratteristiche di questo invisibile nemico, si modificano in modo repentino e ingestibile). La nostra responsabilità è stata messa a dura prova dallo stato d’animo provato in quegli istanti.

Per noi, rispettare i protocolli, non significa poterli interpretare a proprio piacimento: escludendo la presenza di pubblico, crediamo che possa significare, di non arrivare “forzatamente” ad un numero massimo consentito, senza giustificare effettivamente una funzionalità dei presenti, sia soprattutto una mancanza di rispetto (parliamo di zone fortemente colpite) e un uso poco equilibrato del buon senso (tenuto conto che spesso capitava anche una mancanza di osservazione dell’utilizzo dei dispositivi protettivi da parte del “pubblico” presente)

A qualcuno, che potrebbe sottolineare, che al momento della decisione di ripartire, fossimo a conoscenza dei rischi che si potevano incorrere, vorremmo rispondere che convinti delle nostre azioni, eravamo certi che potesse esserci un’applicazione del protocollo, oltre che in modo scrupoloso, anche con un senso di responsabilità da parte di tutti, e tuttora pensiamo che molte Società abbiano dimostrato di possederlo in questo inizio di Campionato.

Magari considerando che, le evoluzioni dell’epidemia, hanno costretto una modifica (e lo stanno facendo in modo repentino periodicamente) ai protocolli sanitari si sarebbe potuto operare con maggior attenzione e correttezza nel divulgare le informazioni, e prestare una preponderante attenzione a tutte le forme cautelative di prevenzione.

Cosa che constatiamo difficile ancora oggi, dopo alcuni giorni dalla disputa della gara, visto che, al momento, non abbiamo ancora ricevuto (Giovedì 18 Marzo ore 17.30) una comunicazione diretta, anche se informale, della Società presso cui siamo stati ospitati, quando invece qualcun altro, preoccupatosi della nostra salute, e dell’incolumità dei propri tesserati ha tempestivamente cercato di contattarci, per poter risolvere con buon senso la delicata situazione, al di là del risultato sportivo.

Concludendo, per la nostra volontà di rimboccarci le maniche piuttosto che alzare le mani, deve prevalere un messaggio distensivo, considerando la difficoltà emotiva e organizzativa delle nostre quotidianità, ma determinati ad impegnarci maggiormente a tutelare la sicurezza degli attori di questo spettacolo.


A.S.D. PALLACANESTRO MIRANO Il Presidente

Federico Polo

Il Dirigente della Prima Squadra e Responsabile per la Sicurezza Covid

Federico Baretta

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